sabato 14 aprile 2012

Syringa Vulgaris




Anche le Syringa vantano per antenata un'omonima ninfa trasformata in pianta dal dio Pan. In una canna in questo caso, per via dei fusti alti e dritti da cui in tempi antichi si traevano zufoli, all'estremità dei quali appaiono le profumatissime pannocchie dell'esatto colore con cui sono chiamati questi cespugli: "...lillà....".
Agem Lilàc, lillà straniero era il termine usato dagli arabi per la Syringa Persica, una delle più belle tra la circa 30 specie, soptattutto della varietà Laciniata, dall'elegantissimo fogliame inciso.
Sulle rotte tra la Persia e la Cina, in medio Oriente e nei Balcani, si trovano le origini di molte di esse a cominciare dalla Vulgaris, la quale ci mise pochi anni a naturalizzarsi in Europa ed in Italia, cinque secoli fà e a vivere un'autentica età dell'or a fine '800, con una accesissima corsa all'ibridazione.
Un Background ricchissimo dunque ma una mediocre attualità, nonostante la produzione intensiva olandese applicata a queste Oleaceae e la loro forzatura per avere fiori tutto l'anno. Un destino d'oblio, riscontrabile nella diminuita disponibilità presso i vivai italiani, conseguenza forse di quanto i lillà esprimono simbolicamente: il tempo passato o la malinconia.......




........La veste un pò bacchettona dei lillà più comuni dunque, può essere mitigata anche in giardino con l'eleganza della Syringa Sensation, con i petali marginati di bianco e con il fogliame minuto o con i coni multipli della Syringa chinensis Saugeana.
Le varietà bianche come la Syringa vulgaris M.me Florentine Stepman, sono generalemnte delle varità più piccole e compatte sia nell'infiorescenza sia nel portamento.
Sono piante comunque molto adattabili a climi e terreni diversi.
La potatura va eseguita subito dopo la fioritura primaverile, per favorire la formazione di gemme estive che porteranno i fiori nell'anno successivo. La moltiplicazione avviene per talea, margotta e per innesto su soggetti ottenuti da seme, propaggine o per mezzo dei polloni radicali.
Nelle piante appena messe a dimora rimuovere i fiori alla comparsa; nei primi anni dopo l'impianto eliminare le pannocchie sfiorite, senza recare danno ai germogli.


Durante l'inverno, eliminare, con la potatura, i rami deboli e danneggiati; in estate, effettuare cimature frequenti per favorire lo sviluppo di nuovi germogli e per rendere l'arbusto più compatto.
Ringiovannire vecchi esemplari con una potatura severa durante l'inverno, recidendoli alla base e scegliendo i nuovi rami che costituiranno l'impalcatura dell'arbusto; apportare poi concime organico ed inorganico. Nel corso della stagione non si avranno fiori, ma nel giro di due o tre anni si ritornerà ai normali livelli di fioritura.

Fonte: Ville e Giardini giugno 2009

3 commenti:

  1. Brava, ci voleva un post su queste piante. Buon fine settimana!

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  2. Vi ringrazio tanto, la syrynga è una pianta che ho in giardino, anzi a casa di mamma, ed è veramente bella; ogni anno poi, nascono dalla pianta madre, sempre delle piantine nuove. Mi spiace che sia un pochino snobbata dai grandi garden center. Adesso mi devo impegnare a cercare quella con i fiori bianchi. fr

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