mercoledì 21 dicembre 2011

Seminare le fave




Avete seminato le "fave"? Io si, a scaglioni. Dato che l'anno scorso le mie fave sono venute abbastanza bene malgrado il terreno un pochino "argilloso", quest'anno ho detto, mi metto d'impegno! E allora, dietro consiglio del proprietario del "Consorzio agricolo" da cui mi rifornisco, ho iniziato a fare le prime semine in serra ovviamente dopo il 1' novembre. Si prende una confezione di fave secche e di terreno abbastanza fertile e ricco, certamente con torba, si piantano i semi delle fave e si aspetta per almeno una quindicina di giorni. Il terreno è meglio che resti sempre umido durante questo periodo e al caldo, anche se c'è qualcuno che semina anche all'aperto. L'importante è seminare a scaglioni partendo da "Novembre", saltando il "Natale" e riprendendo verso "Gennaio"; questo per avere un raccolto continuato da aprile in poi e per evitare le temperature più rigide che comprometterebbero il raccolto. Un elemento  importante; le fave sono rustiche e non schizzinose, ossia qualsiasi tipo di terreno va bene, anche il più ostico e poi, si può migliorare con la "Cenere" ricca di "Potassio", quindi chi accende un camino ovviamente ha un fertilizzante naturale di tutto rispetto. Che aspettate?

giovedì 1 dicembre 2011

Il Clorophytum o Falangio

Si deve rimettere negli interni o almeno al riparo il Clorophytum; è la classica pianta da portico, da cesto appeso da piedistallo. Tutti la conosciamo perchè l'abbiamo vista ma magari non ricordiamo il nome. Lasciando stare tutte le notizie scientifiche che possono o non possono interessare, io sono partita da una piantina e dopo due anni ne ho almeno una decina. Il Falangio è facile da trattare; intanto vuole una posizione a mezz'ombra e questo giustifica il portico e poi è facile da trattare e da riprodurre. Quando infatti si vengono a formare i getti o figli, si può scegliere di: fare delle talee in piena terra tagliandole dalla pianta madre; fare delle talee in piena terra ma lasciandole ancora collegate alla pianta madre; far spuntare le radici in acqua e poi trapiantarla. Ho provato tutti i modi e funzionano.
Importante: durante l'inverno devono essere protette perchè il gelo potrebbe bruciare tutte le foglie; nel caso si dovesse verificare, non gettate la pianta perchè l'anno successivo rispunterà forte come prima.

sabato 26 novembre 2011

Il Nasturzio

Riprendo la serie dei post con una pianta primaverile, il Nasturzio. Perchè direte voi? Perchè chi ha avuto l'accortezza di seminare questa pianta leggermente riparata e di curarla un pochino di più, riesce ad avere delle fioriture prolungate e copiose. Questa pianta infatti, originaria del Perù, è una pianta perenne anche se da noi viene trattata come stagionale. Provare per credere.
Alcune info: http://giardinaggio.efiori.com/Fiori-Ec46/T-Z-S51Pg1/Tropaeolum-majus-SP97.html

giovedì 10 marzo 2011

I Piselli Odorosi


Quest'anno, a parte le piantine da orto, le mie insalatine etcc etcc, ho deciso anche di cimentarmi in qualche cos'altro, quindi Piselli Odorosi e Lupini tipo Russel; i Lupini stanno ormai spuntando ben benino, per i piselli occorre ancora qualche giorno ma spero che tutto funzioni bene perchè ho letto molto su questi Pisum Sativum e, richiedono un pò di impegno a partire dalla semina, ma poi danno delle soddisfazioni. Ho preso diverse informazioni da alcuni forum e soprattutto dalla Compagnia del giardinaggio a cui vi rimando; spero in breve tempo di fornire altre informazioni sulla riuscita di questi due tipi di piante.
A presto
http://www.compagniadelgiardinaggio.it/wiki/piante:lathyrus_odoratus?startPoint=0

giovedì 17 febbraio 2011

Talee di Rose




Allego direttamente queste indicazioni per le Talee di Rose, che reputo molto interessante ed esautivo; premetto che tutte le operazioni indicate dall'autore le ho già sperimentate a livello empirico e, posso dire che funzionano davvero!
Il post originale si trova a questo indirizzo: http://forum.giardinaggio.it/rose/69658-come-talee-rose.html

Visto il periodo in cui tutti chiedono come fare talee spero di fare una cosa gradita postando qualche consiglio. Come sempre non sarà un tutorial estremamente tecnico, ma ci saranno esperienze e pareri personali che chiunque potrà criticare e mettere in discussione (e spero venga fatto per arricchire il tutorial).

E’ possibile riprodurre la rosa in maniera agamica in diversi modi :
-per innesto,
-per talea legnosa, semi-legnosa, erbacea e di radice,
-per propaggine
-per margotta.

Prendiamo in considerazione la riproduzione per talea.

Attrezzi richiesti:

- Delle belle cesoie affilate e disinfettate, se non le avete vanno bene anche un coltello affilatissimo senza denti o delle forbici ben affilate ………. ma sono meglio le cesoie da giardiniere
- Del mastice o della cera
- Ormoni radicanti
- Del terreno in grado di mantenere un buon livello di umidità
- Tanto amore, pazienza e accortezze

Periodo di esecuzione:

Per prima cosa bisogna fare chiarezza su quale sia il periodo migliore per effettuare una talea e subito dobbiamo dire che dipende dal tipo di talea scelta ma in linea di massima il periodo è quello compreso tra l’ultima settimana di agosto e l’ultima settimana di ottobre. Un altro periodo utilizzato è quello di marzo, lo si sceglie perché coincide con le potature e si hanno quindi a disposizione molti rami con cui fare talee. Marzo è meno propizio ma si hanno molte risorse da utilizzare e per la legge dei grandi numeri si riesce nell’intento.

Come si procede:
Parte comune a tutte le talee:
Il ramo dovrà essere un ramo abbastanza spesso. Il ramo dovrà avere una lunghezza di 20-30 cm, dovrà essere tagliato accuratamente sotto una gemma. Il taglio dovrà essere netto e deciso, nessun taglio “sfilacciato” o “seghettato”. Le radici saranno emesse dalle gemme e proprio per questo bisognerà recidere il ramo un paio di cm sotto la gemma. Il ramo scelto dovrebbe essere il più spesso possibile, quelli sottili danno scarse possibilità di successo. Un altro requisito che deve presentare il ramo è quello di non avere rametti laterali. Dopo aver reciso il ramo dobbiamo eliminarne le foglie e lasciarne solo un paio apicali. Se si lasciano troppe foglie queste provvederanno a far disidratare la talea. Se recidiamo il ramo anche nella parte superiore dobbiamo mettervi del mastice o colarci della cera per evitare che si disidrati. A questo punto abbiamo la talea da mettere a radicare in un terreno leggero e permeabile all’acqua. Un buon composto è dato da terriccio, sabbia e agriperlite, personalmente utilizzo soltanto terreno torboso e sabbia in rapporto di due terzi e un terzo. Substrati compatti rallentano la radicazione e substrati che trattengono troppo l’acqua generano marcescenza radicale.

Interriamo il ramo per circa due terzi e lasciamo fuori dal terreno una gemma da cui partirà la nuova vegetazione. Un errore che si commette spesso è quello di lasciare fuori dal terreno 5-10 gemme, ne basta una, al limite due lasciando la seconda a filo del terreno o un paio di cm sotto. Troppe gemme potrebbero indurre il ramo a vegetare prima di mettere le radici e si otterrebbe un bel ramo secco da mostrare ad amici e vicini. I contenitori con le talee non dovrebbero essere esposti al sole diretto, il caldo farà asciugare troppo velocemente il terreno e la pianta si troverebbe a fare uno sforzo “letale” tentando di radicare e contemporaneamente di sopravvivere alla siccità. Il caldo favorisce la radicazione ma il sole diretto uccide le piccole talee. Le talee non dovranno essere spostate prima di 10-20 mesi a seconda del grado di sviluppo delle piante.

Talea legnosa:
E’ la talea che permette di avere le percentuali più alte di successo, si realizza con legni maturi….. tra gli appassionati li chiamiamo i legni “agostati” o legni che hanno avuto a disposizione agosto per maturare sulla pianta. Non beneficiano degli ormoni radicanti che si possono tranquillamente non utilizzare.

Talea semi-legnosa:
E’ una talea prelevata durante la fase vegetativa della pianta. Su queste talee bisogna eliminare quasi tutta la parte aerea e lasciare solo un paio di foglie che saranno vitali permettendo la continuazione della fotosintesi. Vanno assolutamente eliminati anche i bocci dei fiori e le cime tenere. Dopo aver reciso la parte aerea bisogna utilizzare del mastice o della cera per evitare una eccessiva trasudazione della talea. Questo tipo di talea ha bisogno di molta umidità perché a differenza della talea legnosa continua la sua fase vegetativa anche interrata. Spesso si realizzano queste talee anche in torba bruna o bionda pressata. Le talee semi-legnose si avvantaggiano molto dell’apporto di ormoni radicanti. Il ramo deve essere passato negli ormoni radicanti, bisogna rimuovere gli ormoni in eccesso e poi interrarlo

Talea erbacea:
Si utilizza come talea la parte tenera del ramo, è particolarmente difficile da far sopravvivere ma si utilizza per riprodurre alcune rose che sono “difficili” da far riprodurre per talea. La parte giovane del ramo è di solito di piccole dimensioni (10 cm) e si tiene in torba e in ambiente molto umido e caldo, prevalentemente in serra.

Talea di radice:
si utilizza su rose predisposte ad emettere polloni, si rimuove il pollone già radicato e lo si reinterra.
Se la talea avrà radicato noteremo la partenza della vegetazione verso la fine dell’inverno (marzo-aprile) dell’anno seguente o verso ottobre-novembre se la talea è stata messa a radicare in agosto.

Talee di roselline :
sono fatte con rami molto più sottili e corti, solitamente 10 cm e si fanno tenendole di solito in ambiente chiuso e riparato dal sole.

mercoledì 5 gennaio 2011

La Legge sugli Alberi ancora Disattesa


Leggo e Vedo che è ancora Disattesa la Legge sugli Alberi.

Abbiamo una bella legge in Italia, chiamata anche Legge Rutelli, è la Legge 113/1992 che prevede la Piantumazione di un nuovo albero per ogni nuovo nato nel proprio comune di residenza.
Da uno stralcio dei Testi Pubblicati:
Oggetto : Legge 29/1/1992, n. 113. - «Obbligo per il Comune di residenza di porre a dimora un albero per ogni neonato, a seguito di registrazione anagrafica»

L'articolo uno della legge indicata in oggetto, fa obbligo ai Comuni di impiantare un albero per ogni iscritto nella popolazione residente.

Il secondo comma dello stesso articolo incarica l'ufficio anagrafico comunale di registrare, entro quindici mesi dall'iscrizione anagrafica, sul certificato di nascita il luogo esatto dove l'albero è stato piantato ed, al terzo comma, pone a carico del Ministero dell'Interno di emanare entro novanta giorni dall'entrata in vigore della legge, disposizioni per l'attuazione della procedura.

Su questa Legge si inserisce una nuova disposizione del Ministro dell’Ambiente Prestigiacomo che decreta la 'Giornata nazionale degli alberi' che si svolgera' ogni anno il 21 novembre e che sostituisce la 'Festa degli Alberi', che si celebrava in passato e che e' ormai desueta; questa norma punta a rendere effettivo per i comuni l'obbligo di piantare un albero per ogni nato modificando la normativa vigente e rendendola piu' cogente per i sindaci, al fine di superare la soglia dei comuni che aderiscono, ferma ormai a meno del 40 %.

Queste nuove disposizioni si inserisco nei programmi di ampliamento delle aree verdi delle città soprattutto, nel contesto di una politica ambientale, purtroppo non sempre seguita; . un singolo albero, infatti, e' in grado di fornire abbastanza ossigeno per 10 persone e di assorbire, a seconda delle dimensioni, da 7 a 12 kg di emissioni di CO2 all'anno. Inoltre, gli alberi riducono l'inquinamento acustico e possono far risparmiare sino al 10 % del consumo energetico. Gli alberi sono gli elementi fondamentali di ogni Arredo Urbano e migliorano sempre la vivibilità delle nostre città.

Ritornando alla legge, questa inoltre riporta tutte quelle specifiche in relazione alle modalità per l’Acquisizione delle piante, il periodo di piantumazione che và dal 1°Aprile al 31 dicembre e tutte le indicazioni da seguire per poter effettuare al meglio le operazioni, fino ai rendiconti per i finanziamenti e le spese effettuate.

La parte inerente i primi passaggi burocratici, nella parte riguardante le registrazioni degli alberi e gli uffici di competenza, sono ancora elaborate ma, fidando su animi di buona volontà si possono superare; addirittura esistono dei moduli precompilati per fare richiesta laddove i comuni fossero ancora inadempienti. Pensiamo se tutti i Comuni della Nazione la rispettassero, almeno in parte.........

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